HOME

 

PROCEDURA DI MESSA IN SICUREZZA DI UNA RETE STRADALE

MANUALE APPLICATIVO E LINEE GUIDA DIRETTIVE 

La messa in sicurezza di una rete stradale per quanto concerne l'identificazione degli interventi relativi all'ingegneria della gestione del traffico e della mobilità e all'ingegneria infrastrutturale, dipende sostanzialmente dall'espletamento di due attività:

costruire la sicurezza mediante l'Analisi Preliminare dei Rischi (A.P.R.) ed il Sistema di Monitoraggio dei Rischi (S.M.R.);

-  governare la sicurezza coordinando, pianificando, aggiornando gli studi, di cui sopra.

 Per ciò che concerne la costruzione della sicurezza si ricorda che le procedure richiamate possono essere applicate sia in fase di progetto, sia in fase di costruzione ed esercizio.

In particolare:

l'A.P.R. si applica prevalentemente in fase di progetto e permette

·  di individuare e valutare i rischi legati alla concezione, al ruolo funzionale e all'uso della tratta stradale e/o dell'incrocio,

·  di proporre soluzioni atte a ridurre, controllare e limitare i danni potenziali.

Lo scopo dell'A.P.R. è:

·  definire in maniera realistica il livello obiettivo di sicurezza raggiungibile dalla nuova configurazione del punto nero o area critica sulla base di chiare specifiche tecniche;

il S.M.R. si applica in fase di costruzione ed esercizio e permette:

·  di verificare l'esistenza continua della sicurezza ai livelli definiti dall'A.P.R.,

·  di attivare le procedure idonee a mantenere e a ricondurre la strada o l'intersezione nell'"area" di probabilità di rischio accettabile.

Questi studi essendo applicati alla viabilità esistente hanno inoltre lo scopo di tarare i "criteri di accettabilità" mediante la verifica permanente della loro efficacia nel corso dell'intera vita dell'infrastruttura.

Più dettagliatamente il S.M.R. è articolato in due procedimenti correlati fra loro:

1)  Analisi di Sicurezza Funzionale (A.S.F.), che consiste nell'adeguamento dell'architettura funzionale globale dell'area nera o punto nero ai rischi individuati in fase di A.P.R. e individuazione degli standard di sicurezza generali da realizzare ed aggiornare nel periodo di esercizio;

2)  Analisi di Sicurezza "Elementare" (A.S.E.): verifica permanente ed in dettaglio della logica di messa in sicurezza di ogni sotto-sistema del punto nero o "area nera".

Si ricorda infine:

-  l'A.P.R. e il S.M.R., nella loro specificità, sono essenziali per realizzare e aggiornare la banca dati relativa al repertorio degli interventi atti a ridurre i fattori di rischio;

-  l'A.P.R. e il S.M.R. sono necessari per la costruzione della sicurezza della viabilità, ma la loro reale efficacia dipende fondamentalmente dall'attività di:

·  coordinamento

·  aggiornamento

·  sistematizzazione

della raccolta dei dati relativi alle varie esperienze, che devono caratterizzare il governo nell'intero settore.

 

PARTE 1 - PROCEDURA DI MESSA IN SICUREZZA DELLA RETE STRADALE  

       

INDICE
1. GENERALITÀ pag. 3
2.

PROCEDURE DI PROGETTAZIONE IN QUALITA' DELLA SICUREZZA DI UNA RETE STRADALE

pag. 5
2.1 PIANO GENERALE DELLA SICUREZZA pag. 6
2.2 OBIETTIVI DI SICUREZZA pag. 8
2.3 PIANO DI SICUREZZA pag. 9
2.4 ANALISI FUNZIONALE DELLA RETE STRADALE pag. 9
2.5 ANALISI PRELIMINARE DEI RISCHI (APR) pag. 11
2.6 ESIGENZE DI SICUREZZA PER SOTTOSISTEMA pag. 16
2.7 PIANI DI SICUREZZA DEI SOTTOSISTEMI pag. 17
2.8

ANALISI ELEMENTARE DEI RISCHI: INTERVENTI PER LA CHIUSURA DEI RISCHI (AER)

pag. 18
2.9 DOSSIER DI SICUREZZA DEI SOTTOSISTEMI pag. 18
2.10 ANALISI DEI RISCHI DEL SISTEMA (ARS) pag. 21
2.11 DOSSIER DI SINTESI DELLA SICUREZZA pag. 22

PARTE 2 - MANUALE APPLICATIVO E LINEE GUIDA DIRETTIVE   

       

1.  DOSSIER DI SINTESI DI MESSA IN SICUREZZA DELL'INCROCIO VIA EUROPA-VIA ALFANI pag. 5
1.1  Piano Generale di Sicurezza (S1) pag. 5
1.2  Obiettivi di sicurezza (S2) pag. 11
1.3  Piano della sicurezza (S3) pag. 12
1.4  Analisi funzionale del sistema (S4) pag. 15
1.5  Analisi preliminare dei rischi A.P.R. (S5) pag. 16
1.6  Esigenze di sicurezza per ogni sottosistema (S6) pag. 24
1.7  Piani di sicurezza per ogni sottosistema (S7) pag. 25
1.8  Analisi elementare dei rischi (S8) pag. 28
1.9  Dossier di sicurezza dei sottosistemi (S9) pag. 37
1.1  Analisi dei rischi di sistema (S10) pag. 38
2.  DOSSIER DI SINTESI DI MESSA IN SICUREZZA DELL'INCROCIO VIA WENNER-VIA ALLENDE pag. 45
2.1  Piano Generale di Sicurezza (S1) pag. 45
2.2  Obiettivi di sicurezza (S2) pag. 52
2.3  Piano della sicurezza (S3) pag. 53
2.4  Analisi funzionale del sistema (S4) pag. 56
2.5  Analisi preliminare dei rischi A.P.R. (S5) pag. 57
2.6  Esigenze di sicurezza per ogni sottosistema (S6) pag. 65
2.7  Piani di sicurezza per ogni sottosistema (S7) pag. 67
2.8  Analisi elementare dei rischi (S8) pag. 71
2.9  Dossier di sicurezza dei sottosistemi (S9) pag. 83
2.1  Analisi dei rischi di sistema (S10) pag. 84
3.  DOSSIER DI SINTESI DI MESSA IN SICUREZZA DELLASP175 NELLA TRATTA STRADALE COMPRESA TRAIL FIUME PICENTINO E IL FIUME TUSCIANO NEL COMUNE DI PONTECAGNANO pag. 91
3.1  Piano Generale di Sicurezza (S1) pag. 91
3.2  Obiettivi di sicurezza (S2) pag. 94
3.3  Piano della sicurezza (S3) pag. 95
3.4  Analisi funzionale del sistema (S4) pag. 98
3.5  Analisi preliminare dei rischi A.P.R. (S5) pag. 99
3.6  Esigenze di sicurezza per ogni sottosistema (S6) pag. 110
3.7  Piani di sicurezza per ogni sottosistema (S7) pag. 112
3.8  Analisi elementare dei rischi (S8) pag. 116
3.9  Dossier di sicurezza dei sottosistemi (S9) pag. 128
3.1  Analisi dei rischi di sistema (S10) pag. 129
4. DOSSIER DI SINTESI DI MESSA IN SICUREZZA DELLA SP175 NELLA TRATTA STRADALE COMPRESA TRA IL FIUME TUSCIANO E IO CANALE LIGNA NEL COMUNE DI BATTIPAGLIA pag. 134
4.1  Piano Generale di Sicurezza (S1) pag. 134
4.2  Obiettivi di sicurezza (S2) pag. 137
4.3  Piano della sicurezza (S3) pag. 138
4.4  Analisi funzionale del sistema (S4) pag. 141
4.5  Analisi preliminare dei rischi A.P.R. (S5) pag. 142
4.6  Esigenze di sicurezza per ogni sottosistema (S6) pag. 151
4.7  Piani di sicurezza per ogni sottosistema (S7) pag. 153
4.8  Analisi elementare dei rischi (S8) pag. 157
4.9  Dossier di sicurezza dei sottosistemi (S9) pag. 169
4.10 Analisi dei rischi di sistema (S10) pag. 170
 ALLEGATI ALLA PARTE 2
Fig.3.1.1 - Fig.3.1.2 - Fig.3.1.3 - Fig.3.1.4 - Fig.3.1.5 - Fig.3.1.6 - Fig.3.1.7 - Fig.3.1.8 - Fig.3.1.9 - Fig.3.1.10 - Fig.3.1.11 - Fig.3.1.12 - Fig.3.1.13 - Fig.3.1.14 - Fig.3.1.15
Fig.3.2.1 - Fig.3.2.2 - Fig.3.2.3 - Fig.3.2.4 - Fig.3.2.5 - Fig.3.2.6 - Fig.3.2.7 - Fig.3.2.8 - Fig.3.2.9 - Fig.3.2.10 - Fig.3.2.11 - Fig.3.2.12 - Fig.3.2.13 - Fig.3.2.14 - Fig.3.2.15
Fig.4.1.1 - Fig.4.1.2 - Fig.4.1.3 - Fig.4.1.4 - Fig.4.1.5 - Fig.4.1.6 - Fig.4.1.7 - Fig.4.1.8 - Fig.4.1.9 - Fig.4.1.10
Fig.4.2.1 - Fig.4.2.2 - Fig.4.2.3 - Fig.4.2.4 - Fig.4.2.5 - Fig.4.2.6 - Fig.4.2.7 - Fig.4.2.8 - Fig.4.2.9 - Fig.4.2.10